ECONOMIA POLITICA I - MICROECONOMIA
Capitolo 28
MONOPOLIO E MONOPSONIO
Monopolio e monopsonio
Una situazione è detta monopolio se in un mercato esiste un unico venditore. Una situazione è detta monopsonio se in un mercato esiste un singolo compratore. Consideriamoli, iniziando con il monopolio.
Massimizzazione del profitto per un monopolista
Consideriamo in primo luogo l'offerta ottimale di un monopolista - cioè un'impresa PRICE-SETTING. Cioè un'impresa che è così dominante che non ha nessun concorrente nell'offrire la sua produzione. Tuttavia, poiché è così dominante, deve tenere in considerazione la curva di domanda per il suo prodotto. Assumeremo qui che la curva di domanda è lineare ma evidentemente i nostri risultati si generalizzano.
Denotiamo il prezzo fissato dall'impresa con
. E denotiamo la produzione dell'impresa con
. Allora il REDDITO dell'impresa è semplicemente
dove
è la produzione dell'impresa. Ma nel caso di un monopolio c'è una relazione tra p: e y: - data dalla curva di domanda. Assumiamo che la domanda sia lineare e scriviamola in forma inversa:
dove assumiamo che entrambi i parametri siano positivi. Allora chiaramente il ricavo dell'impresa è dato da
che può essere scritto, se lo indichiamo con
, come
che è chiaramente una funzione
quadratica
di
. Poiché abbiamo assunto che
e
siano entrambi positivi, allora questa funzione è crescente (almeno per output piccoli) e concava. Inoltre deve raggiungere un massimo in corrispondenza di un qualche livello di output e quindi diminuire. Disegnamo questa funzione dei ricavi in un grafico con
sull'asse orizzontale e i ricavi sull'asse verticale. Disegnamo pure i COSTI nello stesso spazio. Come in precdenza otteniamo la curva dei costi con una inclinazione uguale al costo marginale. Disegnamo un caso particolare - quello di una tecnologia Cobb-Douglas con rendimenti di scala decrescenti - così che la funzione dei costi totali è convessa in questo spazio. Il nostro caso particolare assume pure che la curva di domanda abbia un'intercetta pari a 100 e un'inclinazione pari a -1.
Dovete notare che la distanza VERICALE tra questi due grafici misura il PROFITTO dell'impresa. Disegnamolo separatamente nel grafico seguente.
Dove si trova la produzione ottima per l'impresa? Se desidera massimizzare il profitto è semplicemente la produzione per la quale la curva verde raggiunge il suo massimo.
La condizione marginale
Chiaramente il punto ottimale - che massimizza il profitto - è dove la distanza tra la curva dei ricavi e la curva del costo è la più grande possibile. Chiaramente questo è dove l'inclinazione della curva dei costi uguaglia l'inclinazione della curva dei ricavi. Ora sappiamo che l'inclinazione della curva dei costi è semplicemente il costo marginale e definiamo l'inclinazione della curva dei ricavi come il ricavo marginale. Così la condizione di massimizzazione del profitto è semplicemente l COSTO MARGINALE = RICAVO MARGINALE. Notate che il ricavo marginale non è uguale al prezzo - come vedremo più tardi.
Questo può essere visto formalmente. Denotiamo con
il profitto. Allora abbiamo
dove C(.) è la funzione dei costi e R(.) è la funzione dei ricavi, specificate prima. La condizione di massimizzazione di
rispetto a
è che la derivata di
rispetto a
sia uguale a zero - cioè siamo alla sommità della curva verde nel nostro grafico. Differenziando
rispetto a
e ponendo il risultato uguale a zero otteniamo
, cioè,
ricavo marginale = costo marginale.
Graficamente dalla 13.1 abbiamo le seguenti curve di costi e ricavi marginali:
> plot04;
E il punto di massimizzazione del profitto è dove costi e ricavi marginali sono uguali, come nel grafico seguente.
Minimizzazione della perdita
Notate che questa condizione non garantisce una buona posizione per l'impresa. Considerate il caso precedente con l'addizione di nuovi costi fissi (ad esempio un testatico del governo) pari a 2000. Abbiamo esattamente lo stesso grafico della figura 28.1 eccettuato il fatto che ora la curva dei costi è traslata verticalmente di 2000.
Cosa succede alle curve marginali?
Assolutamente nulla - quindi il prossimo grafico appare esattamente come quello di
Figura 28.5 - ma l'output identificato come 'ottimale' è avviamente quello in cui si verifica una perdita . Effettivamente la perdita è minimizzata, ma c'è comunque una perdita.
La conclusione è quindi chiara - la condizione che eguaglia il costo marginale al prezzo non garantisce profitti positivi.
Massimizzazione del profitto con rendimenti di scala crescenti
Esaminiamo ora cosa succede se la tecnologia è caratterizzata da rendimenti di scala crescenti. In questo caso la funzione dei costi è concava e quindi il nostro grafico appare come segue.
Se tracciamo le corrispondenti curve dei costi e dei ricavi marginali, otteniamo il grafico seguente - nel quale c'è un punto nel quale prezzo e costo marginale sono eguali - e qui, a differenza del caso di un'impresa in concorrenza perfetta, questo è un punto che massimizza il profitto.
Possiamo vedere chiaramente cosa sta succedendo se aggiungiamo la curva del profitto alla Figura 28.9:
Ma dobbiamo stare attenti. Considerate il caso seguente con rendimenti di scala crescenti.
Se disegnamo le curve dei ricavi e dei costi marginali vediamo che ci sono due livelli di produzione per i quali i costi e i ricavi marginali sono uguali.
Ma soltanto una di queste - quella dove la curva dei costi marginali taglia la curva di ricavi marginali dal basso - è un punto di massimizzazione del profitto - l'altro è un punto di minimizzazione (locale) del profitto, come il grafico seguente mostra.
Quindi alla condizione 'costo marginale =ricavo marginale' bisogna affiancare l'ulteriore condizione che la curva dei costi marginali deve intersecare la curva dei ricavi marginali dal basso.
La curva di offerta dell'impresa
Dovrebbe essere chiaro che una curva di offerta per il monopolista non esiste - semplicemente perché il monopolista non prende il prezzo come dato - ma piuttosto prende la curva di domanda come data.
Surplus del produttore
Sappiamo che l'area sotto la curva dei costi marginali (di lungo periodo) è il costo totale. Ne consegue che i profitti (di lungo periodo) dell'impresa sono l'area compresa tra la sua curva di offerta (di lungo periodo) e il prezzo che riceve. Ma ricordatevi che fissa il prezzo - determinato dalla domanda nel punto di produzione ottimale.
Vediamo cosa succede quando cambia il prezzo. Per fare questo aggiungiamo la curva di domanda.
Il surplus del monopolista è l'area compresa tra il prezzo che ottiene, la quantita offerta e la sua curva dei costi marginali. Se invece agisce come un'impresa concorrenziale produrrebbe l'output dove il prezzo eguaglia il suo costo marginale e avremmo la seguente situazione.
E' chiaro che, insieme con una redistribuzione dei surplus dai compratori all'impresa, c'è anche una perdita di surplus totale - questa è la perdita dovuta al monopolio. E' la'area a destra della produzione di monopolio limitata dalla domanda e dalla curva dei costi marginali. In questo senso il monopolio è negativo.
Massimizzazione del profitto per un monopsonista
Consideriamo qui un'impresa che è concorrenziale nel mercato della sua produzione ma è l'unica acquirente in uno dei mercati dei suoi input. Assumiamo che sia il mercato del lavoro - che abbiamo già studiato - sotto l'ipotesi di condizioni concorrenziali - nella lezione 26. Assumiamo che il prezzo nel mercato della produzione sia fissato. Lavoriamo nel breve periodo ed assumiamo che il prezzo del lavoro
dipenda dalla quantità di lavoro usata dall'impresa. Specificamente assumiamo che la curva d'offerta di lavoro sia una funzione crescente dell'ammontare assunto. Assumiamo anche per semplicità che questa curva d'offerta sia lineare. Scriviamo questa funzione d'offerta in forma inversa:
dove i parametri sono entrambi positivi.
Abbiamo posto
e
e assumiamo di essere nel breve periodo. Questo vuole dire che il costo di produzione espresso in termini di input di lavoro è dato da
dove
è il prezzo di lavoro,
è il prezzo del fattore fisso, che è fissato al livello
. Questo è lineare in
ma dovremmo ricordare che
così che il costo di produzione è dato da
che e è quadratico in
. Così il grafico dei costi, come funzione dell'input di lavoro, è dato dalla curva sotto. Il ricavo è semplicemente
ma
dipende da
specificamente se prendiamo una tecnologia Cobb-Douglas con
e
e poniamo
e
troviamo che il ricavo, come funzione di
, è necessariamente concava. Il grafico sotto mostra i risultati.
Deriviamo i profitti dell'impresa per ciascun livello dell'input di lavoro dell'impresa - la curva verde nel grafico sotto.
Dovrebbe essere chiaro che i profitti sono massimizzati quando le inclinazioni delle due curve sono uguali - cioè quando il costo marginale del lavoro è uguale al costo marginale del lavoro. Nel grafico sotto rappresentiamo queste due curve marginali e vediamo che infatti si intersecano in corrispondenza del livello di lavoro che massimizza il profitto.
Il prezzo pagato al lavoro è determinato dalla curva di offerta. Il grafico sotto mostra il livello di occupazione ottimo per un monopolista.
Se invece l'impresa non usa il suo potere monopsonistico e invece fissa un salario uguale al valore del prodotto marginale del lavoro, allora abbiamo l'esito concorrenziale - come illustrato nel grafico sotto.
Dovrebbe che l'esistenza di potere monopsonistico non soltanto causa una redistribuzione del surplus dal lavoro all'impresa, ma causa pure una perdita nel surplus totale. Questo ancora una volta illustra l'inefficienza della fissazione dei prezzi da parte degli agenti.
Legislazione sul salario minimo
In questo esempio l'intervento del governo nel mercato del lavoro può essere utile. La cosa migliore che potrebbe fare è stabilire un salario minimo uguale al salario concorrenziale. Cosa dovrebbe fare l'impresa? Impiegare la quantità concorrenziale di lavoro - questaa è la sua risposta ottima alla decisione governativa - e pagare il salario minimo. Il surplus totale ritornerebbe allora a quello che sarebbe stato in concorrenza perfetta - sebbene ovviamente il monopsonista non è particolarmente felice. Forse questo spiega perchè le imprese borbottano sempre quando governi socialisti parlano di introdurre legislazioni relative al salario minimo.
Riassunto
Per un monopolista massimizzazione del profitto implica ricavo marginale = costo marginale dove MC interseca la curva del MR dal sotto. Non esiste nessuna cosa come una curva di offerta per un monopolista. Il monopolio causa una perdita di surplus. Per un monopsonista la massimizzaazione del profitto implica ricavo marginale del lavoro marginale = costo marginale. Non esiste nessuna cosa come una curva di domanda per un monopsonista. Il monopsonio causa una perdita di surplus. La legislazione sul salario minimo può aiutare a ripristinare il surplus perduto.